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Sentimenti e falsi sentimenti

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Il secondo passo della cnv: esprimere i sentimenti

Dopo l’osservazione senza giudizio (primo passo), la CNV (Comunicazione nonviolenta) invita a essere consapevoli anche circa i sentimenti, al fine di nominarli e condividerli secondo la corrispondente nomenclatura, associando significato significante –  referente (triangolo semiotico) e coerenza nel comportamento. Tale decisione consente anche di maturare chiarezza rispetto a ciò che sentiamo vivo dentro noi, soprattutto nel momento presente (secondo passo della cnv).

L’obiettivo è creare connessione empatica, comprensione reciproca e crescita condivisa.

Quando dico “Mi sento triste / ansioso / sollevato”, sto condividendo la mia esperienza interna, che è la porta d’accesso al terzo passo  (bisogni) e quarto passo ( esprimere richieste senza che siano intese e\o filtrate come pretese).

Perché funziona

  • I sentimenti sono segnali viventi di ciò che è importante per noi (i bisogni).

  • Quando li nominiamo in modo chiaro, l’altro può comprenderci invece di difendersi.

  • Ci assumiamo responsabilità della nostra esperienza: “mi sento… perché ho bisogno di…”.

Indicatori pratici

  • Forma chiara e autentica: “Mi sento + sentimento”.

  • Evita formulazioni tipo “Mi sento che…” (è un pensiero) o “Mi sento + giudizio sull’altro” (vedi falsi sentimenti).

  • Aggiungi, se utile, intensità (“leggermente frustrato”, “molto sollevato”) e durata (“da stamattina”, “in questo momento”).

Sentimenti e falsi sentimenti

Nella CNV, i sentimenti sono stati emotivi e/o corporei: es. triste, spaventato, sollevato, curioso, grato, frustrato, teso, sereno.
I falsi sentimenti (o pseudo‑sentimenti) appaiono come emozioni/sentimenti; in realtà sono valutazioni implicite dell’altro: mi sento ignorato, tradito, manipolato, rifiutato, giudicato, invalidato, controllato.

Come distinguerli rapidamente

  • Grammatica:

    • “Mi sento triste” → sentimento.

    • “Mi sento che non ti importa più di me, di noi” → pensiero/interpretazione.

    • “Mi sento rifiutato” → spesso giudizio dell’intenzione altrui (pseudo‑sentimento).

  • Prova del soggetto implicito: se dietro c’è un “da parte tua/di loro”, probabilmente è un falso\pseudo sentimento (“mi sento sabotato da te”).

  • Prova del corpo: posso localizzarlo nel corpo? (tensione, nodo, calore, leggerezza). Se la risposta è no, forse è un’idea sulla relazione.

  • Trasformazione CNV: “Mi sento ferito e triste perché ho bisogno di riconoscimento/considerazione” al posto di “Mi sento ignorato”.

Perché Rosenberg li chiamava “falsi”

  • Perché mescolano emozione e giudizio, spostando la causa fuori di me (“mi sento così per colpa tua”).

  • Perché innescano difesa/attacco nell’altro (si sente accusato).

  • Perché oscurano i bisogni: se dico “mi sento manipolato”, sto omettendo quale mia esigenza è coinvolta (chiarezza, autonomia, affidabilità, ecc.).

Conseguenze quando si condividono falsi sentimenti

  • Connessione fragile: l’altro tende a spiegarsi o contro‑accusare.

  • Cicli di conflitto: il focus resta su chi ha ragione, invece di porre il focus su quale conquista è necessaria per chiarirsi ed evolvere.

  • Autoconoscenza ridotta: fatico a capire quali richieste condividere per sentire pace, armonia e amore condiviso.

Dialogo statico vs dialogo dinamico (confronto)

Idea chiave:

 “Statico” è la condizione di dialogo che congela le posizioni (etichette, colpe, verità assolute).

“Dinamico” è la condizione di dialogo che resta vivo: osservazioni, sentimenti, bisogni, richieste negoziabili.

Scenario A — ritardo a un incontro

Statico

  • A: “Sei sempre inaffidabile. Mi sento ignorato.”

  • B: “Esageri. È falso.”


Motivazione che lo alimenta: bisogni di affidabilità e considerazione espressi come attacco.
Conseguenze: reattività difensiva, distanza dall’empatia e dalla comprensione, nulla cambia.

Dinamico (CNV)

  • A: “Quando sei arrivato alle 10:20 (osservazione), mi sono sentito frustrato e in ansia (sentimenti), perché ho bisogno di affidabilità e di usare il tempo in modo puntuale e organizzato  (bisogni). Saresti disponibile dalla prossima volta ad avvisarmi con un messaggio se superi i 10 minuti rispetto l’orario previsto? (richiesta)”

  • B: “Capisco. Mi sento dispiaciuto; ho bisogno di affidabilità anch’io. Metto un promemoria e ti scrivo se ritardo.”
    Conseguenze: riconoscimento reciproco, accordo pratico.

Scenario B — commento critico in chat di lavoro

Statico

  • A: “Quel tuo messaggio è aggressivo. Mi sento attaccato.”

  • B: “Stai facendo la vittima.”
    Motivazione: bisogno di rispetto e chiarezza espresso come giudizio.
    Conseguenze: polarizzazione, escalation.

Dinamico

  • A: “Nel messaggio ‘Rifai da zero’ senza neanche un saluto, mi sono sentito teso e confuso, perché ho bisogno di chiarezza e rispetto. Ti va di dirmi nelle specifico quali modifiche porre e quali elementi/idee mantenere nel progetto?”

  • B: “Ok, mi dispiace, è per via della la fretta che mi sono espresso in quel modo. Ho compreso i tuoi bisogni di chiarezza e rispetto.  Ecco le specifiche… Ti va bene confrontarci alle 15?”
    Conseguenze: il confronto si sposta sui bisogni (chiarezza/ritmo) e su azioni concrete.

Scenario C — relazione affettiva

Statico

  • A: “Ultimamente dimostri di aver perso interesse su di me e sulla coppia.”

  • B: “È falso, sei sempre tu a lamentarti.”
    Motivazione: bisogno di vicinanza espresso come diagnosi sull’altro.
    Conseguenze: ferite e chiusure.

Dinamico

  • A: “Questa settimana senza messaggi a metà giornata mi sento solo e insicuro, perché ho bisogno di vicinanza e rassicurazione. Ti andrebbe di mandarci un vocale breve a pranzo, tre volte a settimana?”

  • B: “Posso il lunedì‑mercoledì‑venerdì. E io mi sento più leggero se concordiamo orari.”
    Conseguenze: piani condivisi, fiducia che cresce.

Guida pratica al secondo passo della cnv (esprimere sentimenti)

  1. Pausa & corpo: “Dov’è nel corpo?” (petto stretto, spalle tese, leggerezza).

  2. Nome semplice: triste, sollevato, curioso, frustrato, toccato, grato, nervoso, speranzoso, deluso.

  3. Pulizia linguistica: evita “mi sento che/come se…”, “mi sento + etichetta sull’altro”.

  4. Collega il bisogno: “Mi sento ___ perché ho bisogno di ___.”

  5. Tieni fuori la colpa: “Quando è successo X, mi si è attivata ansia” (escludi: “mi fai venire ansia”).

  6. Intensità & tempo: “Leggermente / molto”, “in questo momento / da ieri”.

Applicazione nel digitale (social, chat, smartphone)

Sfide tipiche contemporanee:

  • Mancano tono e linguaggio non verbale → alto rischio di fraintendimenti.

  • Velocità e notifiche → risposte impulsive, poco centrate sul sentire.

  • Pubblicità/platea (social) → tendenza a “parlare di” qualcuno e raramente a/con qualcuno.

Adattamenti CNV del secondo passo nella comunicazione digitale/social

  • Metti il sentimento in chiaro e presto:
    “Leggendo ora, mi sento confuso e un po’ teso; posso chiederti un esempio?”

  • Evita pseudo‑sentimenti in caps lock: “Mi sento ATTACCATO” → traduci in sentimento reale + bisogno.

  • Contenitori visivi gentili: righe brevi, bullet, paragrafi; emoji moderate per indicare tono (🙂😓🙏) senza sostituire le parole.

  • Check di ricezione: “Ti è arrivato come intendo? Qual è il messaggio che hai capito?”

  • Ritmo lento quando serve: “Leggo dopo pranzo e ti rispondo con calma.” (cura del canale è cura della relazione).

  • Vocali o call quando la carica emotiva è alta: la voce aiuta a veicolare sentimento reale senza etichettare l’altro.

Mini‑modelli per chat

  • “Quando ho letto [frase X], mi sono sentito… perché ho bisogno di…. Ti va di…?”

  • “In questo thread mi sento sovraccarico; possiamo riassumere in 3 punti?”

  • “Mi sento curioso e cauto; cosa intendi per ‘ridicolo’ in concreto?”

Nei social pubblici

  • Se il fine è la connessione, considera il messaggio diretto.

  • Se pubblichi, parla in prima persona: dalla tua esperienza, escludi l’identità altrui.

  • Trasforma “mi sento censurato” → “mi sento preoccupato e frustrato perché ho bisogno di spazio di espressione”.

Il ponte con l’Energia Divina

Rosenberg descriveva i bisogni umani universali come espressioni di una energia vitale/universale (“Energia Divina”) che attraversa tutti. Quando nominiamo un sentimento autentico, ci riallineiamo a quella fonte: senza punire l’altro, stiamo testimoniando la vita che si muove in noi.

Nel digitale questo è ancora possibile, se:

  • Rallentiamo per sentirci davvero prima di scrivere.

  • Parliamo dai bisogni escludendo le accuse.

  • Facciamo richieste vivibili, aprendo spazio alla co‑creazione.

La “trasformazione” avviene quando il nostro messaggio cambia campo: da “chi ha torto” a “quale vita chiede cura”. Anche in 200 caratteri.

Esercizi rapidi (per allenare il secondo passo della cnv)

  • Traduzione veloce:

    • “Mi sento boicottato” → “Mi sento deluso e arrabbiato; ho bisogno di lealtà.”

    • “Mi sento svalutato” → “Mi sento triste e insicuro; ho bisogno di riconoscimento.”

  • Diario dei tre canali (2 minuti):Fatto osservabileSentimentoBisogno.

  • Timer di 30 secondi prima di inviare messaggi “caldi”: aggiungi sempre una riga con un sentimento vero.

In sintesi

  • Il secondo passo è nominare con chiarezza ciò che sentiamo vivo dentro, soprattutto nel momento presente.

  • I falsi sentimenti sembrano emozioni, in realtà contengono giudizi/attribuzioni; generano difesa e confusione sui bisogni.

  • Il dialogo dinamico (CNV) sposta l’attenzione su sentimenti e bisogni, creando accordi e fiducia; quello statico blocca la crescita nel conflitto perché si concentra nel “gioco” egoico di colpa‑difesa.

  • Nel digitale, servono ritmo consapevole, lessico pulito, check di comprensione e richieste chiare.

  • Ogni volta che contattiamo un sentimento autentico, diamo voce a quella energia universale che ci rende più umani e connessi.

Può essere utile il seguente schema:

Vocabolario schematizzato dei sentimenti e dei falsi sentimenti

Struttura di analisi

Per ogni voce indico:

  • Significato → definizione concettuale (cosa rappresenta).

  • Significante → la parola che lo esprime (segno linguistico).

  • Referente → esperienza reale o stato interiore a cui la parola rimanda.

A. Sentimenti autentici (CNV)

Sono stati emotivi-sentimentali e/o corporei che descrivono l’esperienza interna, senza attribuire colpe o intenzioni all’altro.

Sentimento/emozione primaria Significato Significante Referente
Tristezza (emozione primaria) Stato emotivo di perdita, separazione o mancanza. “Triste” Nodo alla gola, energia bassa, voglia di silenzio.
Gioia (emozione primaria) Espansione, piacere, soddisfazione di bisogni. “Felice”, “Contento” Sorriso spontaneo, leggerezza corporea.
Paura (emozione primaria) Attivazione di allerta per percezione di pericolo. “Spaventato” Battito accelerato, tensione muscolare.
Rabbia (emozione primaria) Energia reattiva di protezione di un bisogno violato. “Arrabbiato” Calore al viso, spalle rigide.
Gratitudine Apprezzamento per un bisogno soddisfatto. “Grato” Calore nel petto, sorriso, voglia di ringraziare.
Confusione Stato di incertezza cognitiva ed emotiva. “Confuso” Sopracciglia corrugate, mente dispersa.
Speranza Attesa positiva verso il futuro. “Speranzoso” Energia calma, sguardo in avanti.
Curiosità Interesse attivo verso qualcosa. “Curioso” Occhi aperti, attenzione concentrata.
Solitudine Mancanza di connessione o compagnia. “Solo” Vuoto interno, desiderio di contatto.
Sollievo Rilascio di tensione dopo una preoccupazione. “Sollevato” Respiro profondo, corpo che si rilassa.

B. Falsi sentimenti (pseudo-sentimenti)

Sembrano emozioni e nella realtà contengono valutazioni implicite dell’altro o della situazione. Spesso indicano cosa pensiamo che l’altro ci stia facendo (giudicando)

Falso sentimento Significato (CNV) Significante Referente reale (emozione autentica)
Rifiutato Credo che qualcuno mi escluda volontariamente. “Mi sento rifiutato” Tristezza + vulnerabilità → bisogno di accettazione.
Ignorato Interpreto che l’altro non mi dia attenzione. “Mi sento ignorato” Delusione + solitudine → bisogno di considerazione.
Tradito Ritengo che qualcuno abbia violato un patto. “Mi sento tradito” Rabbia + tristezza → bisogno di fiducia e lealtà.
Manipolato Credo che l’altro usi mezzi nascosti per influenzarmi. “Mi sento manipolato” Sospetto + rabbia → bisogno di trasparenza e autonomia.
Svalutato Penso che non si riconosca il mio valore. “Mi sento svalutato” Delusione + frustrazione → bisogno di riconoscimento.
Offeso Credo che l’altro abbia mancato di rispetto intenzionalmente. “Mi sento offeso” Rabbia + dolore → bisogno di rispetto e considerazione.
Abbandonato Interpreto che qualcuno mi abbia lasciato volontariamente. “Mi sento abbandonato” Tristezza + paura → bisogno di sicurezza e vicinanza.
Sfruttato Credo che l’altro mi usi a proprio vantaggio. “Mi sento sfruttato” Rabbia + stanchezza → bisogno di equità e cura reciproca.
Controllato Penso che l’altro limiti la mia libertà. “Mi sento controllato” Irritazione + paura → bisogno di autonomia.
Umiliato Interpreto di essere ridicolizzato. “Mi sento umiliato” Vergogna + tristezza → bisogno di dignità.

Relazione sentimenti ↔ falsi sentimenti

Ogni falso sentimento nasconde un sentimento autentico e un bisogno insoddisfatto.
Il passaggio dalla forma “falsa” a quella “autentica” è un atto di auto-connessione.

Schema di trasformazione:

  1. Riconoscere il falso sentimento (“mi sento sfruttato”).

  2. Chiedersi: “Quale emozione vera provo nel corpo?” (es. rabbia, stanchezza).

  3. Identificare il bisogno alla base (es. equità, cura reciproca).

  4. Esprimere la nuova frase: “Mi sento arrabbiato e stanco perché ho bisogno di equità e sostegno.”

Esempi di trasformazione

Esempio 1

Dialogo interiore (falso sentimento)

  • Mi sento ignorato da Marco.”


Traduzione CNV

  • Osservazione: “Negli ultimi tre messaggi, Marco ha condiviso silenzio.”

  • Sentimento autentico: tristezza + solitudine.

  • Bisogno: considerazione e contatto.

  • Nuova frase: “Mi sento triste e solo perché ho bisogno di sentirmi considerato.”

Esempio 2

Dialogo interpersonale (falso sentimento)

  • A: “Mi sento tradito da te.”

Riformulazione CNV

  • “Quando ieri non sei venuto all’incontro senza avvisare, mi sono sentito triste e arrabbiato, perché ho bisogno di fiducia e chiarezza. Ti andrebbe di avvisarmi se non puoi venire?”

Esempio 3

Chat (falso sentimento)

  • Messaggio impulsivo: “Ti senti in diritto di controllarmi?”

Riscrittura CNV

  • “Quando mi chiedi dove sono in ogni momento, mi sento a disagio e irritato, perché ho bisogno di autonomia. Ti va di concordare orari in cui aggiornarci?”

Indicazioni pratiche per il dialogo interiore

  • Annota ogni volta che emerge un “mi sento + interpretazione dell’altro”.

  • Domandati: “Quale emozione corporea sto provando?”

  • Rintraccia il bisogno universale collegato.

  • Riformula in prima persona, senza colpa verso altri.

Indicazioni pratiche per la condivisione

  • Usa la sequenza Osservazione → Sentimento autentico → Bisogno → Richiesta (senza che sia una pretesa) 

  • Evita parole che implicano l’intenzione dell’altro.

  • Se senti che il falso sentimento è forte, prenditi tempo prima di parlare.

  • Concludi con una richiesta concreta e praticabile.

Dizionario pratico di trasformazione

(da falso sentimento → a sentimento autentico)

Falso sentimento Sentimento autentico + bisogno Esempio di trasformazione pronta
Rifiutato Tristezza + vulnerabilità → accettazione “Quando è mancata la risposta al mio invito, mi sono sentito triste e vulnerabile, perché ho bisogno di accettazione.”
Ignorato Solitudine + delusione → considerazione “Quando è stata assenta la risposta, mi sono sentito solo e deluso, perché ho bisogno di considerazione.”
Tradito Rabbia + tristezza → fiducia e lealtà “Quando hai condiviso quelle info senza chiedere, mi sono sentito arrabbiato e triste, perché ho bisogno di fiducia e lealtà.”
Manipolato Rabbia + sospetto → trasparenza e autonomia “Quando sono state prese decisioni senza il mio coinvolgimento, mi sono sentito arrabbiato e sospettoso, perché ho bisogno di trasparenza e autonomia.”
Svalutato Frustrazione + tristezza → riconoscimento “Quando il mio contributo è stato esclusa dalla menzione, mi sono sentito frustrato e triste, perché ho bisogno di riconoscimento.”
Offeso Rabbia + dolore → rispetto “Quando hai fatto quella battuta, mi sono sentito arrabbiato e ferito, perché ho bisogno di rispetto.”
Abbandonato Tristezza + paura → sicurezza e vicinanza “Quando è mancata la tua presenza, mi sono sentito triste e spaventato, perché ho bisogno di sicurezza e vicinanza.”
Sfruttato Rabbia + stanchezza → equità e cura reciproca “Quando ho fatto tutto da solo, mi sono sentito arrabbiato e stanco, perché ho bisogno di equità e cura reciproca.”
Controllato Irritazione + paura → autonomia “Quando mi chiedi aggiornamenti continui, mi sento irritato e un po’ impaurito, perché ho bisogno di autonomia.”
Umiliato Vergogna + tristezza → dignità “Quando hai riso del mio errore, mi sono sentito vergognoso e triste, perché ho bisogno di dignità.”
Incompreso Frustrazione + solitudine → comprensione “Quando è mancata la richiesta di chiarimenti, mi sono sentito frustrato e solo, perché ho bisogno di comprensione.”
Messo da parte Tristezza + insicurezza → appartenenza “Quando sono stata escluso dal progetto, mi sono sentito triste e insicuro, perché ho bisogno di appartenenza.”
Soffocato Ansia + irritazione → spazio personale “Quando ricevo messaggi continui, mi sento ansioso e irritato, perché ho bisogno di spazio personale.”
Minacciato Paura + allerta → sicurezza “Quando hai alzato la voce, mi sono sentito spaventato e teso, perché ho bisogno di sicurezza.”
Sotto pressione Ansia + stanchezza → ritmo sostenibile “Quando ho ricevuto tre scadenze insieme, mi sono sentito ansioso e stanco, perché ho bisogno di un ritmo sostenibile.”
Non ascoltato Frustrazione + delusione → ascolto attivo “Quando sei rimasto distante dalla mia condivisione, mi sono sentito frustrato e deluso, perché ho bisogno di ascolto.”
Escluso Tristezza + insicurezza → inclusione “Quando non sono stato invitato, mi sono sentito triste e insicuro, perché ho bisogno di inclusione.”
Giudicato Vergogna + rabbia → accettazione incondizionata “Quando hai commentato il mio aspetto, mi sono sentito arrabbiato, perché ho bisogno di accettazione.”
Sminuito Rabbia + delusione → riconoscimento “Quando hai ridicolizzato la mia idea, mi sono sentito arrabbiato e deluso, perché ho bisogno di riconoscimento.”
Colpevolizzato Vergogna + ansia → comprensione “Quando mi hai detto che era tutta colpa mia, mi sono sentito ansioso, perché ho bisogno di comprensione.”
Usato Rabbia + stanchezza → equità “Quando il mio aiuto non è stato ricambiato, mi sono sentito arrabbiato e stanco, perché ho bisogno di equità.”
Respinto Tristezza + vulnerabilità → accoglienza “Quando la mia proposta è stata rifiutata senza spiegazioni, mi sono sentito triste e vulnerabile, perché ho bisogno di accoglienza.”
Ridicolizzato Vergogna + tristezza → dignità “Quando hai scherzato su di me davanti agli altri, mi sono sentito  triste, perché ho bisogno di dignità.”
Oppresso Ansia + frustrazione → libertà “Quando le regole sono cambiate senza preavviso, mi sono sentito ansioso e frustrato, perché ho bisogno di libertà.”
Isolato Solitudine + insicurezza → connessione “Quando non sono stato invitato al pranzo, mi sono sentito solo e insicuro, perché ho bisogno di connessione.”
Trascurato Tristezza + delusione → cura “Quando non ti sei interessato alla mia situazione, mi sono sentito triste e deluso, perché ho bisogno di cura.”
Sorvegliato Irritazione + disagio → privacy “Quando controlli le mie attività online, mi sento irritato e a disagio, perché ho bisogno di privacy e fiducia.”
Etichettato Frustrazione + rabbia → libertà di espressione “Quando mi hai definito ‘pigro’, mi sono sentito frustrato e arrabbiato, perché ho bisogno di libertà di espressione.”
Non considerato Tristezza + frustrazione → riconoscimento “Quando non hai citato il mio nome nel progetto, mi sono sentito triste e frustrato, perché ho bisogno di riconoscimento.”
Abusato Rabbia + paura → protezione “Quando mi hai toccato senza permesso, mi sono sentito arrabbiato e spaventato, perché ho bisogno di protezione.”
Deriso Vergogna + tristezza → rispetto “Quando hai riso della mia pronuncia, mi sono sentito triste, perché ho bisogno di rispetto.”
Intimidito Paura + insicurezza → sicurezza “Quando ti sei avvicinato in quel modo, mi sono sentito spaventato e insicuro, perché ho bisogno di sicurezza.”
Raggirato Rabbia + delusione → onestà “Quando ho scoperto l’informazione nascosta, mi sono sentito arrabbiato e deluso, perché ho bisogno di onestà.”
Oppugnato Rabbia + frustrazione → comprensione “Quando la mia versione è stata ignorata, mi sono sentito arrabbiato e frustrato, perché ho bisogno di comprensione.”
Non apprezzato Delusione + tristezza → riconoscimento “Quando non hai commentato il mio lavoro, mi sono sentito deluso e triste, perché ho bisogno di riconoscimento.”
Limitato Frustrazione + ansia → libertà “Quando non posso scegliere l’orario, mi sento frustrato e ansioso, perché ho bisogno di libertà.”
Provocato Rabbia + tensione → rispetto “Quando mi interrompi con tono ironico, mi sento arrabbiato e teso, perché ho bisogno di rispetto.”
Forzato Rabbia + disagio → autonomia “Quando sono stato obbligato a partecipare, mi sono sentito arrabbiato e a disagio, perché ho bisogno di autonomia.”
Spinto via Tristezza + vulnerabilità → vicinanza “Quando ti sei allontanato senza spiegazioni, mi sono sentito triste e vulnerabile, perché ho bisogno di vicinanza.”
Bloccato Frustrazione + impotenza → possibilità “Quando non mi è stato permesso di provare, mi sono sentito frustrato e impotente, perché ho bisogno di possibilità.”
Penalizzato Rabbia + delusione → equità “Quando ho perso il bonus senza motivo, mi sono sentito arrabbiato e deluso, perché ho bisogno di equità.”
Soverchiato Ansia + stanchezza → sostegno “Quando ho ricevuto troppi compiti insieme, mi sono sentito ansioso e stanco, perché ho bisogno di sostegno.”
Contraddetto Frustrazione + insicurezza → ascolto “Quando la mia idea è stata interrotta, mi sono sentito frustrato e insicuro, perché ho bisogno di ascolto.”
Intrappolato Paura + impotenza → libertà “Quando non sono potuto uscire, mi sono sentito spaventato e impotente, perché ho bisogno di libertà.”
Esautorato Rabbia + frustrazione → riconoscimento “Quando le mie competenze sono state ignorate, mi sono sentito arrabbiato e frustrato, perché ho bisogno di riconoscimento.”
Non creduto Delusione + tristezza → fiducia “Quando non hai creduto alla mia parola, mi sono sentito deluso e triste, perché ho bisogno di fiducia.”
Criticato Vergogna + frustrazione → incoraggiamento “Quando hai evidenziato solo gli errori, mi sono sentito  frustrato, perché ho bisogno di incoraggiamento.”
Disprezzato Rabbia + tristezza → rispetto “Quando hai parlato di me con disprezzo, mi sono sentito arrabbiato e triste, perché ho bisogno di rispetto.”
Screditato Rabbia + delusione → riconoscimento “Quando la mia competenza è stata messa in dubbio in pubblico, mi sono sentito arrabbiato e deluso, perché ho bisogno di riconoscimento.”

 

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Nome

Marco Schifilliti

Mi chiamo Marco Schifilliti e sono nato il 9 novembre del 1983 nella splendida città Sicula, porta della Sicilia, Messina. Ho conseguito la maturità magistrale abilitante all’insegnamento nella scuola primaria e dell’infanzia e la laurea in scienze della comunicazione e multimedialità. Ho conseguito anche il percorso formativo per il conseguimento di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche ai sensi e per gli effetti di cui al D.M. MIUR 616 del 10/08/2017.